I coautori

I coautori

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand

È nel 1922 che Le Corbusier apre il suo studio di architettura in rue de Sèvres, collaborando con il cugino, Pierre Jeanneret. L'intesa profonda fra i due, li porta a condurre insieme numerose ricerche, progetti e realizzazioni.

Nell'ottobre 1927, decidono di avvalersi del contributo di Charlotte Perriand, una giovane architetto che all'epoca gode già di una certa notorietà. La loro associazione durerà sino al 1937 e si rivelerà estremamente fruttuosa, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di progetti innovativi, che si tradurranno in veri successi sul piano imprenditoriale. Tuttora, per il contributo produttivo promosso da Cassina, persiste un interesse sia nell'ambito concettuale, sia nella qualità conquistata e si verifica un'attesa sempre più crescente su ciascun oggetto previsto dalla collezione.

I coautori
Le Corbusier

Le Corbusier

(1887 - 1955)

Charles-Edouard Jeanneret, detto Le Corbusier, è nato a La Chaux-de Fonds, in Svizzera, nel 1887, ed è morto in Francia, a Roquebrune-Cap-Martin, nel 1965.
Ritenuto l'uomo del secolo per la sua idea di abitazione, tra interni tradizionali e innovativi, e per la sua celebre produzione architettonica, molteplice e diversificata, Le Corbusier è un punto di riferimento indiscusso per la cultura internazionale del design.
Il suo scopo è ricercare valenze estetiche a partire dai nuovi materiali resi disponibili dall'industria. Il Maestro accetta la sfida e applica il razionalismo dell'architettura all'arredamento. Un pensiero originale e sostenibile, in grado di governare gli effetti della modernità.
La sua opera, nei primi tempi ostacolata per la sua presunta "rivoluzionalità" e per il piglio radicalista scaturito dalle esperienze "puriste", con il maturare dei tempi ha avuto e continua ad avere il giusto riconoscimento. Nella sua attività di urbanista, architetto e designer, il suo metodo di ricerca, in un continuo processo di evoluzione, tocca a volte anche gli estremi opposti di un cospicuo linguaggio plastico. Ne sono testimonianze l'Unità di abitazione di Marsiglia (1946-52), la Cappella Notre-Dame du Haut a Ronchamp (1950-55), Il Convento dei Domenicani "La Tourette" a Eveux (1951-56), il Pavillon de l'Homme a Zurigo (1964-65), il progetto per l'Ospedale di Venezia (1965).
Lo stesso impegno si ritrova nella progettazione dei numerosi arredi, quali i mobili dell'Equipement intérieur de la maison (tavoli, sedie, poltrone, divani) progettati per il Salon d'Automne del 1928, insieme con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand e nei "Casiers Standard", sistema di mobili contenitori progettati per il Padiglione dell'Esprit Nouveau del 1925, in collaborazione con Pierre Jeanneret.
Fin dagli anni '50, Le Corbusier incentra la sua ricerca sul legno, un materiale che, dopo anni di sperimentazione del tubolare metallico, utilizzò soprattutto nella maturità artistica in una ritrovata vicinanza con la natura, orientando la produzione verso oggetti elementari e archetipici.

JEANNERET

(1886 - 1967)

Diplomatosi a l'Ecole des Beaux-Arts di Ginevra, Pierre Jeanneret è stato un architetto, designer e urbanista. Il suo nome ed il suo lavoro sono indissolubilmente legati a quello del celeberrimo cugino Charles-Edouard Jeanneret, detto Le Corbusier, del quale è stato socio dal 1922 al 1940.
Co-firmò gran parte di progetti e di realizzazioni anteriori alla II guerra mondiale, fra cui Villa La Roche a Parigi, che attualmente è la sede della Fondation Le Corbusier, e i celebri arredi "Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand".
Agli inizi degli anni 50, su richiesta di Le Corbusier, egli si trasferisce in India per costruire la nuova capitale del Pendjab, Chandigarh, e diviene capo progetto fino al 1966. Chandigarh diverrà uno dei riferimenti principali dell'architettura e dell'urbanismo moderno. Se la celebrità di Chandigarh porta l'impronta di Le Corbusier, le qualità di questa capitale sono da attribuire sia al genio di quest'ultimo che a quello di Pierre Jeanneret.

JEANNERET
PERRIAND

PERRIAND

(1903 - 1999)

Charlotte Perriand fa parte a pieno titolo di quell’avanguardia culturale che fin dai primi decenni del ventesimo secolo ha promosso un profondo rinnovamento dei valori estetici, e ha dato vita a una sensibilità propriamente moderna del vivere quotidiano. In questo contesto, il suo contributo specifico si focalizza sugli spazi dell’architettura d’interni, che vengono concepiti come motore di un nuovo modo di abitare, che è tutt’oggi al centro dello stile di vita contemporaneo.
Nel campo della storia dell’arredamento del ventesimo secolo, l’avvento della modernità è reso possibile dall’intraprendente audacia di questa vera riformatrice dell’architettura d’interni. Agli inizi del suo percorso professionale è acclamata dalla critica per il suo Bar sotto il tetto, esposto al Salon d’Automne del 1927, interamente costruito in rame nichelato e alluminio anodizzato. Lo stesso anno, a soli ventiquattro anni, comincia una collaborazione decennale con Le Corbusier e Pierre Jeanneret, presso il famoso atelier di 35, rue de Sèvres a Parigi.
La sua presenza nell’atelier di Le Corbusier è visibile in tutti gli arredi disegnati con questi e con Pierre Jeanneret: Charlotte Perriand diventa così un caposaldo del progetto di rinnovamento promosso dall’architetto, aggiungendo in particolare una dimensione d’umanità al talvolta freddo razionalismo di Le Corbusier. Nei suoi progetti riesce ad animare gli oggetti fondamentali della quotidianità con nuovi valori estetici: in particolare il suo talento ed intuito nella scoperta e nell’uso di nuovi materiali vengono a manifestarsi in tutta la loro estensione.
La collaborazione decennale con Le Corbusier e Pierre Jeanneret e l’esperienza giapponese rappresentano momenti di intensa effervescenza creativa nella vita dell’artista. Durante il suo lungo soggiorno in estremo oriente (‘40-‘46), può rivelarsi appieno il suo talento d’artista, attraverso una reinterpretazione della realtà dell’abitare che mette in risonanza tradizione e modernità: a titolo d’esempio si possono citare gli arredi prodotti con le antiche tecniche di lavorazione del bambù, capaci di esaltare le nuove forme già sperimentate con i tubolari d’acciaio.
In seguito la sua attività professionale si concentra su di una serie di allestimenti originali ed equilibrati, commissionati da enti e imprese di primo rango, del calibro di Air France, nonché da diverse istituzioni straniere, a testimonianza di una fama che ha ormai acquisito una dimensione internazionale.
Il dato che caratterizza la personalità di Charlotte Perriand è un’onesta fedeltà ai principi di un razionalismo umano e innovatore, che ha saputo mantenere intatto nelle sue opere, di cui si è occupata con passione, anche in prospettiva della loro riedizione nella serie “Cassina I Maestri”.

Fondazione Le Corbusier

Nel 1964, quando Le Corbusier era ancora in vita, Cassina firmò il primo contratto di licenza esclusiva dei diritti di edizione dei mobili disegnati da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand.
Il lavoro di ricostruzione cominciò con un primo gruppo di modelli – LC1, LC2, LC3 e LC4 – che furono introdotti nel settembre 1965.
Altri modelli si aggiunsero in seguito. Nel 1978, in collaborazione con la Fondation Le Corbusier e Charlotte Perriand, l'intera collezione fu sottoposta a revisione.
In quell'occasione furono introdotte le versioni colorate dei mobili già in produzione, utilizzando i colori nel rispetto degli accordi cromatici previsti nella tavolozza originale di Le Corbusier.
Il contratto con i tre eredi – la Fondation Le Corbusier, che conserva e gestisce gli archivi di Le Corbusier e di cui è erede universale, Pernette Perriand, erede di Charlotte Perriand, e Jacqueline Vauthier-Jeanneret, erede di Pierre Jeanneret – è stato sottoposto ad una serie ininterrotta di rinnovi sino ad oggi.